lunedì 5 ottobre 2009
i vini ,bataille, il lodigiano
A volte camminando e passeggiando dietro casa è facile inciampare in bellezze che suggeriscono perfino il silenzio assoluto.Mi e' capitato ieri mattina, mentre, uscito presto in attesa che la prima nebbia mi si appiccicasse addosso, mi dirigevo ad un passeggio sul colle che sta alle spalle di San Colombano.E' stato sicuramente un piccolo scroscio di d'acqua a ottenere il miracolo di un invadenza dello stupore che non si è limitata alla superficie della pelle.Certamnte altre e recondite cause hanno giocato come gli spiriti boschivi nel frenare il corso delle voci interiori e dei pensieri avversi.Mentre camminavo sulla terra sentivo la pesantezza appena suggerita dalle rotoballe di fieno quasi vibranti nella divisa marziale delle loro schiera . ammutolire e lasciarmi ascoltare, lontanissime; le urla dei maiali, gli spari dei cacciatori, i lievi nitriti dei cavalli,al cascinale del Belfuggito.Anche i nomi a volte, riescono a pennellare i luoghi.Come le mammelle delle donne belle, quando si distendono sembrano attutirsi in un pane ancora morbido e lieve, cosi qui le colline cercano la carezza della passeggiata; l'attenzione del lavoro dei vignaioli , il sorriso del poeta che quasi si aspetterebbe veder crescere olivi e dolcezze di frutta sui versanti assolati e sgorgare i ritmi di gymnopedie dai passi dei cavalli.Bella passeggiata che raggiunge le case del centro e facilmente il fianco del castello .Che Dioniso sia risorto ancora non ho dubbio e che persino Bataille avrebbe trovato qui un po' di serenita' e un buon bicchiere di vino invecchiato quel che basta, ne sono certo.
domenica 27 settembre 2009
lentezza
Vi sono necessita' di profondissime modificazioni del ritmo,non ancora del gesto ; sto dicendo, ma del ritmo SI, dell'endoritmo possibile a partire da posizioni tradizionali e ortopnoiche.Per cio'la lentezza diviene necessita' di pre-potenza dell urlo, non certamente scrosciante o fragoroso con l'infrangersi di catene o incastellamenti di lamierini di acciai del ventennio, ma come flusso,come corrente di passi leggeri sui sassi, come un cammino la mattina presto sulle pietre delle strade veronesi.Urlo di vento e di tacchi di legno; Come un camminata giapponese sul selciato di Caserta.Percio' il respiro si allarghi in lentezze diaframmatiche,seduti in acque di torrenti primaverili,eutermiche perche' euritmiche alle bugia della morte di ogni respiro.
sabato 12 settembre 2009
giovedì 10 settembre 2009
sesso e amore e monocromia
Una distinzione che gia' la dice lunga sulla nostra necessita' di separazioni, di scissioni relazionali forse perche' del tutto incapaci di superare , senza perderci, la tendenza a fare delle penetrazioni un luogo senza paure.Come l'uscita a piedi da soli in una strada di campagna, o una passeggiata notturna in Via San Bernardo a Genova.Come quando bambini si entrava quasi di nascosto nelle vecchie cascine e castelli e chiese antiche in cerca di leggende e tesori.
Che questa nostra unica vita necessiti di estensioni delle immagini e' senz'altro vero.
MA che la persistenza di queste si debbano inumidire in un monocromo persistente e' forse l'unica estensione che ci resta come plausibile.
L'astrazione e la lentezza
L'uso di internet , della posta elettronica.Come una ferrari in corsa,il rumore visivo e' elevatissimo ,l'impressione mnesica profonda e sepolta come un un relitto di nave.
Resto ansimante e frenetico nella richiesta di conoscere . come quindici anni orsono
quando con poco piu di un ora prima dell'inizio dell'ambulatorio e con poco meno di un ora dalla partenza da casa arrivai a Gudo Gambaredo cercando di William Congdom.Volevo proporgli domande , chiede significati motivazioni delle sue opere delle sue superficii e colori che tanto mi ricordavano i miei orizzonti di terre e di erbe dense di umidita'.
MI fece sedere e restammo in silenzio per 45 minuti.Bevemmo un bicchiere di vino. Poi mi saluto' , caldo e sereno come un vecchio amico.
L'astrazione è il silenzio che intercorre tra le nostre des-opere e' l'Opera che chiede
solo la sosta ed il desiderio.
Cosi nasce slowness, come una riflessione silenziosa fatta di materie ricchissime e primarie. UN invito ad arrivare a bere un buon bicchiere di vino in silenzio con la presenza che amiamo.
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